é accaduto che anni fa, mimetizzandosi nella boscaglia dei piccoli negozi , botteghe ed artigiani, la Grande Distribuzione cominciò ad urlare " al Lupo, al Lupo" riferendosi alla vendita di Amazon & Company, per intenderci, cercando di sollecitare l'opinione pubblica e magari qualche intervento del governo o di uno strato sociale per cercare di tamponare l'ascesa dell'OnLine. Anche perchè gli interventi sui giornali o alla radio o nelle varie trasmissioni non potevano certo essere ad appannaggio di un gruppo di commercianti di quartiere, ma piuttosto di grandi gruppi economici, definiamoli tradizionali per differenziarli da quelli operanti nel mercato online, anche se si esprimevano con linguaggi da piccoli commercianti. Quale era la paura? Ma quella che si sta manifestando in questi giorni sottoforma di chiusura dei punti vendita delle grandi Catene. Ma analizziamo nel dettaglio quanto è accaduto. Anni fa il centro commerciale ha soppiantato il piccolo verduriere sotto casa travolgendolo ed umiliandolo sviluppando un mercato di massa dove a Sua volta, questo centro commerciale mentiva quando appariva generoso e più capace del fruttivendolo, offrendo lo stesso prodotto ad un prezzo più "competitivo". Si, mentiva , perchè abbiamo scoperto con il tempo che questo prezzo era ottenibile con azioni devastanti ed antisociali , quali lo sfruttamento dei terreni, il prezzo di cartello in acquisto , il ricatto di comperare dall'estero o di non comperare affatto dai nostri contadini, tutte azioni che se avessi saputo alla base del loro commercio non avrei mai avvallato , non mi sarei mai concesso loro complice acquistandogli dei prodotti. é come se comprassi ad un prezzo basso una bicicletta "Affare" rubata la notte dal Garage di un mio vicino di casa.  Peraltro dopo la chiusura del "fruttivendolo" i prezzi anche all'interno del centro commerciale sono risaliti fino ad essere uguali a quello che faceva il fruttivendolo stesso anni prima. Il danno ed anche la beffa senza parlare della perdita di controllo della qualità che il singolo piccolo commerciante aveva il tempo di sostenere , mentre il BUSSINESS della grande organizzazione tralascia spesso e volentieri.  Ma torniamo alla paura. La paura fu ed è ancora quella di subire ciò che aveva somministrato al fruttivendolo della mia storia. La grande distribuzione ha seminato pioggia ed ha raccolto tempesta e non si placherà sopratutto nella misura in cui Noi ci renderemo conto di tutto questo. Sempre più spesso mi accorgo di persone che entrano in un centro commerciale , ma ne escono deluse. Niente più prodotti di qualità , sempre più solo rimarchiati con il proprio nome, meno scelta, meno personale più nervosismo,meno soldi. E la vendita On Line? Mha..... francamente non ci credo molto. Credo che la base del commercio ponga le proprie radici in un basamento dell'essere umano: IL BARATTO. Credo che tutto quello che costruisco su un terreno fatto per una casa potrà sempre reggere e darmi stabilità , quello che cercherò di crescere su un terreno nato per il pascolo mi farà franare tutto quello che sto cercando di simulare. Ci sono ambienti di crescita per ogni cosa ed ogni forma vivente, l'ambiente di un buon commercio è quello del rapporto umano, dello scambio del baratto. Scambiatevi quello che volete, ma non cercate di dare meno di quello che vale o avrete indietro meno di quello che vi spetta. Questo sarà l'argomento di un prossimo post. A presto |